Motoclub Stradella

Quanti on line

Abbiamo 3 visitatori e nessun utente online

Documenti storici

Pietro Trespidi

Pietro Trespidi nasce a Stradella il 27 aprile 1897. Dopo aver frequentato un istituto industriale anch’egli, come Magnani, si traferisce a Milano dove trova lavoro come apprendista nell’officina di Giuseppe Gilera.

Ritornato a Stradella, l’esperienza acquisita e il suo innato genio motoristico gli permettono di impiantare in un cascinale di via De Amicis una piccola officina dove già nel 1924 riesce a produrre una moto 2 tempi da 250 cc che entra in produzione l’anno successivo: in sella a questa moto il nostro concittadino Ignazio Pernetta vince il 1º Circuito di Stradella e si aggiudica addirittura il Campionato Italiano Gentlemen.

Gino Magnani, su Motociclismo dell’aprile 1925, ne parla in questi termini: “Questa macchina ci ha non poco meravigliati. Abituati a non prendere troppo sul serio i tentativi dei molti improvvisati costruttori non avevamo dato soverchio peso alle descrizioni che il giovane e modesto costruttore stradellino ci faceva del suo motore. Davanti a una prova così convincente abbiamo dovuto ricrederci. Riparleremo di questo nuovo prodotto della genialità della nostra gente”.

Ed infatti, sul numero di gennaio 1926 di Motociclismo descrive commosso la “plebiscitaria sottoscrizione popolare per azioni da cento lire con cui a Stradella venne raccolto in breve un capitale sufficiente per allestire una fabbrica attrezzata con criteri moderni, per produrre almeno sei motociclette al mese”.

Nasce così la Società Anonima MOTO TRESPIDI. Costituita a Stradella il 10 febbraio 1926 l’azienda ha però vita breve e, travolta dalla crisi della seconda metà degli anni ’20, deve ben presto cessare la produzione. I duri anni dell’autarchia e la tragedia della 2ª Guerra Mondiale costringono il nostro a una lunga pausa produttiva.

Ma prima ancora che finisca la guerra Pietro Trespidi, che non aveva mai cessato di sperimentare e progettare motori, ha una geniale intuizione: la ricostruzione post-bellica produrrà una forte domanda di mobilità, in una situazione in cui lo stato delle strade era pessimo e le disponibilità economiche limitatissime. Da qui parte l’dea di progettare un motore ausiliario semplice, robusto, economico e leggerissimo (9 kg), da applicare al telaio della bicicletta, l’unico mezzo di trasporto diffuso a quei tempi.

Il 24 febbraio 1945, ancor prima della Liberazione, fonda con alcuni amici la MOTOBICI, con sede a Stradella in via Nazionale.

Ribattezzato ben presto ALPINO, per il suo marchio e per le eccellenti prestazioni in salita, questo micromotore ottiene una notevole diffusione, anche grazie agli innumerevoli successi che con il mitico ‘laterale’ gli stradellini Paolo Perotti e Renato Salinelli ottengono nei diffusissimi circuiti cittadini del dopoguerra.

Trespidi progetta poi anche vere e proprie moto di piccola cilindrata e un triciclo a motore con una portata utile di 2 quintali.

Ma nel 1951, per dissidi di carattere amministrativi, Trespidi abbandona l’Alpino e fonda una nuova azienda, anch’essa con sede a Stradella, in via Fossa.

Si tratta della S.I.ME.S, che sceglie il marchio ARDITO, con cui viene messo subito in produzione un micromotore cui fa seguito una robusta motoretta di 48 cc e una moto di 75 cc con cui lo spericolato “Diavuléi” (Paolo Perotti) ottiene un gran numero di successi sportivi.

Ma vincere le gare non basta: nonostante l’azienda produca nuovi modelli, tra cui anche uno scooter, la crisi finanziaria costringe Trespidi a dichiarare, nel 1954, il fallimento dell’Ardito.

Il genio dello stradellino però non si esaurisce: egli continuerà a elaborare e a progettare motori, dapprima alla Moto Guazzoni e infine nel nuovo settore dei go-kart. Basti pensare che ancora nel 1968 il motore con cui lo svedese Nillson vince il campionato del mondo kart porta la firma di Pietro Trespidi, che muore pochi anni dopo, il 10 luglio 1979, all’età di 76 anni.

 

Angelo Fiori