Motoclub Stradella

Quanti on line

Abbiamo 7 visitatori e nessun utente online

Documenti storici

I Gran Premi di Stradella

Il 19 aprile 1925 a Stradella venne organizzato il 1° Circuito motociclistico. Fu un evento importante per la città e per quello sport, ma fu soprattutto l’occasione in cui ebbero la possibilità di conoscersi personalmente e di instaurare un rapporto di stima reciproca due grandi protagonisti del motociclismo dell’epoca, entrambi stradellini: Gino Magnani e Pietro Trespidi. 

GINO MAGNANI nasce a Stradella il 23 marzo 1886. Terminati brillantemente gli studi a Stradella trova lavoro a Milano presso il Touring Club Italiano. In quell’ambiente concepisce e realizza l’iniziativa che lo renderà famoso come pioniere di uno sport che era ancora agli albori: nel maggio 1914 con scarsissimi mezzi ma grandissimo entusiasmo riesce infatti a fondare MOTOCICLISMO, la rivista che diresse per ben 50 anni con capacità e passione e che ancora oggi, a distanza di quasi un secolo, è considerata la bibbia di tutti gli appassionati del settore.


Fu proprio Magnani, nel suo impegno di propagandista di uno sport ancor poco diffuso ma in cui egli credeva molto, a sostenere e divulgare sulla propria rivista l’appuntamento di Stradella. Così ne parla sul numero del 18 marzo 1925, con la prosa enfatica dell’epoca: “Gli organizzatori stradellini, pervasi da un mirabile fervore, stanno curando la preparazione con un amore ed una passione degni di… un Gran Premio d’Europa. Il percorso della gara ha uno sviluppo di circa 20 chilometri. Il traguardo sarà posto su un magnifico rettilineo alberato: una vera e propria “allea” fiancheggiata da due ampi piazzali nei quali saran poste le comode tribune, i boxes di rifornimento, il quadro dei tempi, il palco della giuria, la cabina dei cronometristi ed il parco autoveicoli. Come si vede, anche come scenografia non si scherza!” .
Dopo una simile presentazione, il resoconto non poteva che essere trionfale. Sul numero di Motociclismo del 28 aprile 1925 Magnani pubblica infatti questo commento: “La prima, grande battaglia dilettantistica della stagione 1925 è stata combattuta domenica scorsa sul Circuito di Stradella, ed ha segnato una grande, fulgidissima, memorabile vittoria. L’organizzazione è apparsa a tutti – concorrenti e pubblico – degna di un gran premio! Sia lode al Circuito di Stradella ed agli uomini di fede che l’han voluto, ai volonterosi che seppero così degnamente prepararlo, agli entusiasti che vi presero parte suggellandone così il successo. I promotori – Gentlemen Moto Club di Milano e Società Ginnastica Stradellina – han voluto e saputo far tutto da gran signori.”
Dopo una lunga e ammirata descrizione degli aspetti organizzativi, dei mezzi dei concorrenti e dei Moto Club rappresentati, Magnani descrive finalmente la gara, aperta dalla categoria dei sidecar e seguita da tutte le classi di cilindrata.
Ma su una di esse si sofferma con maggior attenzione: “La 250 riveste un particolare interesse per gli stradellini perché sono in lotta due conterranei: Ignazio Pernetta e Pierino Brega che pilotano due piccole macchine costruite da un bravo e appassionato giovane locale: Pietro Trespidi. Tra i concorrenti si accende una lotta assai vivace dominata però con una superiorità indiscussa dalle due Moto Trespidi che prendono la testa e la tengono trionfalmente fino all’ultimo passando attraverso ad un continuo, nutrito coro di applausi ed incoraggiamenti. I due piloti stradellini sono nuovi alle gare sportive, ma sfoggiano un virtuosismo degno di rilievo, specie il Pernetta che finisce primo con notevole vantaggio sugli altri compiendo anche il giro più veloce. Quanto alla macchina dobbiamo confessare che ci ha non poco meravigliati: abituati come siamo a non prendere troppo sul serio i tentativi dei molti improvvisati costruttori, non abbiamo mai dato soverchio valore alle descrizioni che il giovane e modesto costruttore stradellino ci andava facendo del suo motore. Domenica a Stradella, davanti a una prova così convincente, abbiamo dovuto ricrederci. Esaminammo la piccola, nervosa cavalcatura e vi scorgemmo un motore costruito egregiamente, con saggi e sani criteri; un telaio eccellente ed un complesso degno di tutto il riguardo.
Riparleremo in opportuna sede di questo nuovo prodotto della genialità della nostra gente mandando per ora al costruttore (Pietro Trespidi, Stradella) coloro che desiderano maggiori particolari.”
Ne riparlerà più volte, infatti, sia per descrivere più approfonditamente le doti della moto, esaltate anche dalle imprese del bronese Pulicini, sia per celebrare la vittoria nel campionato italiano gentlemen del nostro Ignazio Pernetta, sempre alla guida della Moto Trespidi.
PIETRO TRESPIDI, nato a Stradella il 27 aprile 1897, era un vero genio dei motori. Dopo aver frequentato le Scuole Industriali a Pavia acquisisce una preziosa esperienza nell’azienda di Giuseppe Gilera, fondamentale per poter impiantare in un cascinale di via De Amicis a Stradella una piccola officina da cui già nel 1924 esce la prima 250, una monocilindrica verticale a due tempi.
I successi ottenuti con questo mezzo e le crescenti richieste lo spinsero ad avviarne una piccola produzione, resa possibile grazie a “un fatto straordinario e commovente” come si legge su Motociclismo del gennaio 1926. “Stradella decise di fornire a Trespidi i mezzi per impiantare una fabbrica, attraverso una sottoscrizione popolare per azioni da 100 lire”. L’adesione della città fu massiccia.
La Società Anonima MOTO TRESPIDI può così nascere ufficialmente il 10 febbraio 1926 con l’obiettivo di produrre una settantina di mezzi all’anno, ma i primi sintomi della crisi della seconda metà degli anni ’20 la costrinse a chiudere già l’anno successivo.
Ma Trespidi non rinuncia. Il 24 febbraio 1945, un paio di mesi prima della fine della 2ª guerra mondiale, costituisce a Stradella la Motobici (ben presto ribattezzata ALPINO): con lui sono il cav. Franco Rossi (amministratore unico) e l’ing. Riccardo Codecà (procuratore generale).
Inizia così un’altra impresa, che porterà il marchio stradellino a raggiungere traguardi impensabili di vendite e successi clamorosi (tra cui la conquista di numerosi record del mondo di velocità), dando lavoro a centinaia di dipendenti.
Nel 1951 Trespidi esce però improvvisamente dall’Alpino e si lancia in una nuova avventura: fonda l’ARDITO, che dopo le prime soddisfazioni e le numerose vittorie sportive, in diretta concorrenza con l’altro marchio stradellino, risente di una crisi finanziaria irreversibile che la costringe a chiudere già nel 1954.
L’Alpino, più solido e radicato, resisterà fino al 1961, cedendo infine alla crisi generale dell’industria motociclistica.
La vena geniale di Pietro Trespidi, però, non si è esaurita: il motore con cui nel 1968 lo svedese Thomas Nillson vince il campionato del mondo di go-kart porta ancora la sua firma.
I successi dei Gran Premi Motociclistici di Stradella (a quello del 1925 ne seguirono altri 5 nel 1926, ’27, ’28, ’30 e ’33), il prestigio della lunghissima direzione di Motociclismo con Gino Magnani, la genialità e l’inventiva di Pietro Trespidi, le affermazioni dei marchi Alpino e Ardito, e poi ancora le imprese di Rinaldo Brambilla al Giro Motociclistico d’Italia e alla Milano-Taranto, la conquista del titolo di Campione d’Italia montagna nel 1959 di Gino Carena e, più recentemente, la partecipazione al campionato del mondo nella classe regina (a fianco di Lucchinelli, Uncini, Sheene, Mamola, Roberts) di Carlo Prati, vice-campione d’Italia nel 1977: tutte pagine della ricca storia motociclistica di Stradella che richiedono ben altri spazi e approfondimenti e che il nostro Motoclub non lascerà cadere nel dimenticatoio.
A.F.